Lezioni semplificate su antologia e narrativa
Attraverso l’ausilio di mappe concettuali e pdf interattivi, scaricabili gratuitamente, lo studio dell’antologia e la narrativa sarà più facile e semplificato. Le lezioni sono strutturate per un percorso individualizzato.
Dal menù sottostante è possibile andare direttamente all’argomento di proprio interesse:
Epica
Cos’è il testo narrativo?
Nel testo narrativo vengono raccontati, dal narratore, degli eventi collegati tra di loro (la trama), in cui agiscono diversi personaggi. Tali eventi, reali o immaginari, si svolgono nel tempo ed in determinati luoghi. Analizziamo singolarmente i vari componenti del testo narrativo.
La trama.
La trama, o la storia, che viene raccontata può riguardare eventi reali oppure può essere frutto della fantasia dell’autore. Gli eventi che compongono la trama possono essere narrati secondo un ordine cronologico (fabula); oppure è il narratore a decidere in che ordine narrare gli eventi (intreccio). Per poter mettere in atto l’intreccio (quindi i fatti vengono raccontati non in ordine cronologico), dando un senso alla narrazione, ci si serve di due tecniche: la prolessi, ovvero vengono anticipati degli eventi che non sono ancora accaduti ed il flashback, ovvero il lettore si vede proiettato ad episodi accaduti precedentemente rispetto a quello raccontato.
Il narratore.
All’interno di una storia, il narratore è colui che racconta gli eventi. Egli può essere: interno o esterno. Interno quando il narratore coincide con un personaggio (potrebbe essere il protagonista della storia, oppure un personaggio secondario); nel caso di storie autobiografiche coincide con l’autore della storia. Nel caso del narratore interno egli conosce tutti i fatti narrati e conferisce una visione più intima alla storia. Il narratore è esterno, quando è nascosto e non coincide con un personaggio, raccontando gli eventi dall’esterno e non intervenendo personalmente nella storia.
Punto di vista e focalizzazione.
Il punto di vista e la focalizzazione di una narrazione sono come una fotografia: il punto di vista è l’inquadratura di ciò che si vuole rappresentare, mentre la focalizzazione la possiamo paragonare alla messa a fuoco della fotografia. Il punto di vista, quindi, è la prospettiva da cui viene raccontata la storia, andando ad influenzare il coinvolgimento del lettore. Un esempio aiuterà a capire meglio il concetto di punto di vista:
“Il sole illuminava il suo volto…” oppure
“Eleonora vide il sole che illuminava il suo volto…”.
In entrambi gli esempi il narratore è esterno, ma nel primo caso il punto di vista è quello del narratore, mentre nel secondo caso il punto di vista è quello di Eleonora, ovvero quello che lei vede.
La focalizzazione invece, è la messa a fuoco della parte che si sta raccontando. Termine introdotto dal critico francese Gérard Genette, egli distingue tre tipi di focalizzazione:
- Focalizzazione zero: utilizzata dal narratore esterno, egli è onnisciente, ovvero conosce tutti i fatti della storia più dei personaggi stessi. E’ come se vedesse gli eventi dall’alto ed è anche in grado, non solo di narrare la storia, ma di anticipare i fatti e motivare i sentimenti dei personaggi.
- Focalizzazione interna: il narratore racconta solo ciò che dice e vede il personaggio di cui si sta parlando. Il punto di vista è di un personaggio interno alla storia. La focalizzazione interna è usata sia in caso di narratore interno (perché egli coincide con un personaggio che racconta la storia ed ha una padronanza parziale dei fatti) ma anche in caso di narratore esterno. Se il punto di vista è quello di un solo personaggio, la focalizzazione interna di definisce fissa. Se il punto di vista è quello di più personaggi che si susseguono man mano nella storia, la focalizzazione interna si definisce variabile. Invece la focalizzazione interna si definisce multipla quando i punti di vista di più personaggi vengono adottati contemporaneamente.
- Focalizzazione esterna: utilizzata solamente dal narratore esterno, ma a differenza della focalizzazione zero dove il narratore conosceva tutti i fatti, nel caso di focalizzazione esterna, egli sa meno dei personaggi e ne viene a conoscenza man mano che gli eventi si sviluppano.
Mappa concettuale sulla differenza tra Favola e Fiaba
Spesso favola e fiaba vengono utilizzati come sinonimi, anche se invece identificano due generi letterari completamente diversi. I due generi hanno delle caratteristiche ben definite che li contraddistinguono, anche se ci sono elementi in comune, come ad esempio il tempo indefinito (“c’era una volta…”), elementi fantastici e pubblico per lo più infantile.
Mappa concettuale sulla Favola
La Favola di Contenuti DidatticiMappa concettuale sul testo espressivo
Il Mito
La parola μῦθος (mŷthos) in greco significa racconto. Anticamente erano raccontati oralmente. Dello stesso mito si possono avere più versioni, diverse tra di loro, in quanto, essendo un racconto orale, alcuni particolari possono cambiare. Nascono quando ancora la scrittura era sconosciuta.
A cosa servono e perché sono stati ideati? Ecco le principali funzioni dei miti:
1. spiegare la realtà;
2. tramandare un sistema di valori, usi e costumi, in cui si identificava una cultura, un popolo;
3. fornivano un modello di comportamento per gli uomini o da seguire oppure da evitare.
In base alle diverse funzioni, i miti stessi assumono nomi diversi:
- cosmogonici, quelli che spiegano l’origine dell’universo;
- antropogonici, sono i miti che spiegano l’origine dell’uomo;
- teogonici, quelli che spiegano l’origine delle divinità;
- escatologici, sono i miti che spiegano il destino dell’uomo dopo la morte;
- soteriologici, quelli che affrontano il tema della salvezza dell’uomo nell’aldilà;
- eziologici, sono i miti che spiegano le cause di alcuni fenomeni, alcuni aspetti della realtà.
Sono ambientati in un tempo passato non definito, essendo considerati sempre validi sono in un eterno presente.
I luoghi sono spesso avvolti da un’aura di mistero.
I protagonisti dei miti sono uomini fuori dal comune: divinità, semdivinità, eroi o esseri dotati di capacità straordinarie e con doti formidabili.
Sono spesso racconti brevi, essendo all’inizio tramandati oralmente ed hanno uno stile semplice e chiaro. Questi racconti presumono un’interpretazione (non solo leggerli) ma soprattutto interpretarli, in quanto hanno un valore simbolico. Il mito non può essere considerato una fonte storica.


