Storia dell’Arte
All’interno di ogni riquadro, che corrisponde ad una corrente artistica o epoca storica, è possibile trovare delle lezioni semplificate per gli autori principali appartenenti a quel movimento.
Arte preistorica.
La preistoria è un’era che ha visto i primi segni della presenza dell’uomo sulla terra, concludendosi poco prima che quest’ultimo inventasse le prime forme di scrittura. Il problema fondamentale dello studio in campo storico è rappresentato, per quanto riguarda la storia dell’arte, proprio dalla mancanza di documenti scritti, più o meno attendibili, che possano descrivere tale era. Si può collocare la preistoria a partire dalle prime forme di ominide (ovvero circa 4,5 milioni di anni fa) fino al 3000 a.C.; per poter ricostruire i fatti storici, legati alle varie forme di “omo” ed alla sua evoluzione, si deve utilizzare prioritariamente la metodologia archeologica, ovvero catalogare ogni tipo di reperto, inteso sia come residuo organico dello stesso uomo (residui fossili umani, di animali che ne sono stati il pasto, ecc…) che gli artefatti che sono testimonianze delle varie culture che si sono susseguite o sviluppate parallelamente nel tempo (utensili, armi, artefatti rappresentativi, ecc…). Da qui parte la prima distinzione tra storia e storia dell’arte, poiché la prima ricostruisce tutti i fatti e le evoluzioni collegati alla civiltà umana; la seconda, ovvero la storia dell’arte, parte dagli oggetti prodotti per avere una valenza comunicativa-estetica per collocarli nella realtà culturale che li ha prodotti. Si deve inoltre, per poter operare in modo corretto in ambito di storia dell’arte, distinguere sempre tra cultura materiale e cultura artistica: un vaso in terracotta, se prodotto per avere una funzione pratica, ovvero contenere un liquido, appartiene alla cultura materiale, cioè è la risposta dell’uomo alla pura esigenza di vita quotidiana. Se il vaso, poiché utile ad un particolare rito religioso, acquisisce foggia e decorazione pittorica simbolica, non è più un oggetto materiale, ma appartiene alla cultura artistica, poiché comunica. La preistoria nella sua complessità e molteplicità di forme, rappresenta una realtà difficile da affrontare dal punto di vista della storia dell’arte, in quanto non è possibile individuare con certezza quando l’uomo abbia realmente iniziato a dare, in modo consapevole, valore estetico alla propria produzione. E’ pur vero che se l’uomo ha iniziato a stilizzare e riprodurre le forme della natura, cosa che nessun altro essere animale ha mai fatto, questo lo metteva già in una condizione cognitiva che, molto probabilmente comprendeva anche una volontà comunicativa, ovvero iniziava a produrre arte.
Prime civiltà ed Egizi.
Le prime civiltà della Mezzaluna fertile rappresentano l’inizio della “storia”, lasciando alle spalle la preistoria. Questo cambiamento viene segnato dall’invenzione della scrittura, con i primi codici ed alfabeti nati nelle civiltà che si susseguirono in quello spazio di terra compreso tra i fiumi Tigri ed Eufrate, ovvero la Mesopotamia. Sumeri, Accadi, Babilonesi ed Assiri videro sviluppare le proprie civiltà attorno tra il IV ed il III Millennio a.C., per poi cedere il passo alla grande civiltà Egizia, che si svilupperà sino al 30 a.C.
Il Mediterraneo e la Grecia.
Successivamente allo sviluppo delle civiltà della Mezzaluna fertile, formatesi in Oriente, il Mediterraneo, a partire dall’anno 1600 a.C., iniziò ad essere un rinascente centro di cultura. Le prime testimonianze si ebbero sull’isola di Creta, dove fiorirono varie civiltà, diverse tra di loro, sia per struttura sociale che per espressione artistica e culturale. A seguire, i centri di interesse e sviluppo si spostarono sulla penisola, passando attraverso le isolette greche interessate dalle civiltà arcaiche, per trasferirsi nel Peloponneso e, dopo l’affermarsi della supremazia romana, spegnersi attorno al 31 a.C., a favore del nuovo Impero. Questo ampio arco-temporale storico, che va dall’età del bronzo sino all’affermarsi di Roma, ha segnato, in modo incisivo per i secoli a seguire e per la nostra stessa contemporaneità, lo sviluppo della cultura occidentale, attraverso la costruzione di tutti quegli archetipi, quei canoni e quegli strumenti e codici espressivi che hanno, ancora oggi, una ricaduta sulla nostra visione del mondo. L’architettura, basata su elementi quali pilastri-colonna e architrave, superano nella cultura greca la semplificazione di Menhir e Dolmen preistorici, per dare origine a quella visione dell’architettura che ancora oggi noi abbiamo, nonostante le successive innovazioni quali ad esempio il calcestruzzo armato. La scultura è arrivata, escludendo alcune nostre visioni contemporanee, al suo massimo sviluppo tecnico e concettuale, rappresentando ancora oggi esempi e canoni assoluti. Anche la pittura, al di fuori di quella vascolare, ha raggiunto altissimi livelli linguistici, come dimostrano recenti scoperte come l’affresco del “Ratto di Proserpina”. Tutte le invenzioni e le scoperte applicate nei diversi campi dell’arte, sono state supportate dallo sviluppo del pensiero umano, ovvero della filosofia di cui la civiltà Greca è stata “fondatrice”.
Arte romana.
Facendosi carico del bagaglio culturale lasciatogli dalla civiltà Greca, l’arte romana ha rappresentato, rispetto alla precedente un ulteriore passo nella definizione della cultura Occidentale. Attenta sia all’estetica, ma anche alla funzionalità dell’arte, la civiltà Romana ha saputo distaccarsi dalle implicazioni di tipo religioso dando origine a forme espressive laiche di altissimo livello tecnico e linguistico. Solo il successivo affermarsi della cultura Cristiana porterà alla perdita della libertà espressiva dell’artista, nella scelta anche di temi pagani, a favore di una visione iconica legata a specifici dettami morali. Solo con il Rinascimento si tornerà ad una libertà espressiva pari a quella avuta in periodo romano.
Bizantino-romanico e medioevo.
Il 476 d.C. segna un importante passaggio di trasformazione per la cultura occidentale; caduto l’Impero Romano d’Occidente ne prende il posto quello d’Oriente e le nuove civiltà romano-barbariche. La caduta dell’Impero Romano d’Occidente se da una parte ha rappresentato una reale perdita di conoscenze e tecnologie, è comunque da considerarsi come un processo funzionale alle successive fasi di sviluppo della cultura Europea ed Occidentale. L’arte, che sino a quel momento aveva visto due punti di riferimento nei rispettivi Imperi Romani, caratterizzandosi in Occidente con il Romanico, trova nel linguaggio Bizantino gli elementi su cui rinnovarsi, in attesa del rinascere della cultura Europea Occidentale attraverso l’affermarsi dell’Impero che porterà alla nascita dell’arte Medievale. Anche se il Medioevo è da considerarsi in modo autonomo e senza alcun pregiudizio dispregiativo, bisogna comunque ricordare che è stato da preparazione al grande rilancio e fioritura culturale rappresentata dal successivo Rinascimento.
Rinascimento e Manierismo.
Il Rinascimento, un periodo chiave di rinnovamento culturale e artistico in Europa, si svolse principalmente tra XV e XVI secolo. Spesso visto come il passaggio dall’Età Media all’Età Moderna, portò nuove idee, forme artistiche e scientifiche, con un forte interesse per l’umanesimo e la cultura classica. Considerato un’epoca di grande cambiamento, sviluppò un nuovo modo di vedere il mondo e sé stessi, diffondendo l’Umanesimo, nato nel XIV secolo grazie a Petrarca, che influenzò anche arti figurative e filosofia. Il Manierismo, per anni ritenuto come un momento finale del Rinascimento, è oggi rivalutato come momento autonomo dell’arte, collocato tra la fine del precedente periodo ed il Barocco.

Leonardo Da Vinci

Raffaello Sanzio
Barocco. Luce e Percezione.
Il Barocco, sviluppatosi attorno al 1600, rappresenta in raggiungimento di un alto livello tecnico legato all’architettura, alla pittura ed alla scultura, tale da permettere agli artisti dell’epoca possibilità linguistiche ed espressive di impareggiabile livello. La luce, che artisti Rinascimentali come Donatello avevano iniziato ad introdurre come elemento all’interno delle rappresentazioni pittoriche, diventa nel Barocco non più semplice soggetto, ma elemento principale del fare architettura, pittura e scultura. Il Barocco ricorda che l’arte non è rappresentazione delle cose, ma è rappresentazione della visione di esse, attraverso l’unico elemento che permette ciò, ovvero la luce.
Settecento.
Il ‘700 è il secolo dell’Illuminismo e con esso quello del Neoclassicismo. L’arte cerca di trovare, anch’essa, delle basi chiare e scientifiche e quindi ripetibili, vedendo nell’arte Classica, Greca e Romana, l’unico punto di riferimento in cui trovare le risposte alle proprie esigenze. La figura umana diventa soggetto dominante con i suoi canoni e la ricerca di una perfezione formale, che non lascia più spazio all’ “irrazionale” rappresentato dal Barocco. Uno degli elementi principali, come per la filosofia greca, è la ricerca di una atemporalità capace di astrarre l’elemento umano dal proprio specifico tempo, innalzandone i valori intellettuali, morali e personali, al fine di renderli eterni. Antonio Canova, chiamato a realizzare il ritratto di Napoleone Bonaparte, creò il primo bozzetto in gesso rappresentando la grandezza del politico e condottiero attraverso la possenza fisica ed intellettuale del nudo integrale classico; Napoleone, per quanto estimatore del linguaggio neoclassico, non accettò la proposta e di fece ritrarre in abiti dell’epoca.
Ottocento.
In contrapposizione con la fiducia nella logica illuminista, a seguito del fallimento delle campagne napoleoniche e la fine dell’idea di una pace definitiva sotto un unico Impero, sulla scia della restaurazione che di lì a poco avrebbe portato, soprattutto nella penisola italica, al fenomeno risorgimentale che si concluderà solo nel 1918, nel 1800 il Romanticismo rappresenta il principale movimento artistico, intriso di nazionalismi, amore patrio e valori legati all’azione prima ancora che alla ragione. Accanto al Romanticismo, si iniziarono ad avere i primi segni di quell’avanguardia che troverà massima espressione soprattutto nel passaggio al Novecento e nel suo primo ventennio, partendo dall’Impressionismo che stravolgerà per sempre il modo di concepire il “fare arte” producendo quella nuova visione della realtà e della realtà sociale, che darà l’avvio a tutte le successive innovazioni legare al moderno ed al contemporaneo.
Novecento e contemporaneo.
Il Novecento viene definito “secolo breve”, ma tutti i fenomeni che lo hanno interessato sono stati talmente rilevanti per la storia umana e per le conseguenze, positive o negative, da poterlo vedere come un secolo di eccezionale innovazione e trasformazione, anche in campo culturale ed artistico. La pluralità di fenomeni storici ha, nel ‘900, sviluppato così tanti eventi culturali da dare origine a molteplici e numerose correnti, fenomeni, movimenti e stili in ambito artistico, come non era mai accaduto nei secoli precedenti. Gli artisti hanno dovuto dare, nel ‘900, visibilità a tutti quegli eventi, sociali e culturali, che l’umanità si è trovata ad affrontare e questa grande produzione è stata data anche dall’allargamento geografico dei luoghi in cui la cultura artistica si è sviluppata; se nei secoli precedenti il Vecchio Continente era stato il teatro principale della nascita e sviluppo delle varie forme artistiche, il continuo aumentare dei mezzi di comunicazione e della loro velocità operativa, hanno portato ad un allargamento dell’interesse per le forme espressive che un tempo si avevano in forma periferica in aree del mondo ai più sconosciute, ed allo stesso tempo il Nuovo Continente ha iniziato a contendersi il primato con l’Europa.




