Normative in riferimento all’inclusione scolastica.
L’inclusione scolastica è frutto di un processo lungo ed in continua evoluzione. Dal Codice Rocco, ad oggi, si è passati per vari processi e da una continua terminologia sempre più attenta a fattori ed eventi sociali, di grande rilievo, che hanno come obiettivo il miglioramento delle condizione di vita di ogni singolo individuo ed il superamento di preconcetti discriminanti. La scuola rappresenta il luogo principale per lo sviluppo e l’affermarsi dei principi inclusivi, anche con un’attiva partecipazione alla costruzione del progetto di vita che accompagnerà la persona lungo tutto la sua vita.
La parola “inclusione” indica la possibilità, per ogni individuo, di far parte attivamente della vita comunitaria, godendo degli stessi diritti e delle medesime opportunità, ovvero ogni individuo vive in un ambiente equo. Inclusione differisce dal termine “integrazione”: essi potrebbero essere utilizzati come sinonimi, ma non è così. Il concetto di integrazione sta “un passo indietro” rispetto all’inclusione. Integrazione è quel processo mediante il quale un individuo viene reso parte di una comunità, ma rimanendo sempre “identificato” con le sue caratteristiche. Anche se è pur vero che, nel mondo della scuola in particolare e nella società in generale, il processo di inclusione è storicamente passato dalla fase dell’integrazione.

In questa pagina si cercherà di dare il più ampio ventaglio delle leggi e normative, sia nazionali che internazionali, che hanno portato in questi anni ad una maggiore inclusione scolastica degli alunni con difficoltà.
Nota n. 1921- 24-10-2024, “Terminologia in materia di disabilità a seguito dell’entrata in vigore del decreto legislativo n. 62 del 2024”



