Il Medioevo (dal 476 d.C. al 1492) è il periodo di passaggio dall’età antica a quella moderna e si sviluppa dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, sino all’inizio dell’età moderna, ovvero la scoperta dell’America. Ritenuta per molto tempo come una fase di decadenza della storia umana, viene oggi rivalutato e visto come un periodo di transizione ed innovazione per molti versi ancora da scoprire. Infatti il Medioevo ha saputo essere un periodo culturalmente originale, veicolando il sapere antico verso il pensiero moderno, con le specifiche caratteristiche della cultura Occidentale del vecchio continente e quella Orientale.
Il medioevo.
La crisi del 1300 e la peste.
All’inizio del 1300 l’Europa fu investita da alcuni eventi che fecero diminuire la produzione di cibo, utile a sfamare le popolazioni. Questi eventi riguardarono l’impossibilità di coltivare i terreni, sia perché nel secolo precedente le terre erano state sfruttate al massimo, sia in quanto vi furono inverni freddi e piovosi tali da formare acquitrini e paludi. Quel poco cibo prodotto non bastò a sfamare la popolazione europea che, nel 1200 era aumentata. A complicare il tutto fu l’arrivo della peste; una situazione insostenibile sia perché le persone, avendo poco cibo a disposizione, erano deboli fisicamente, sia in quanto le medicine non erano disponibili per questo tipo di malattia. Il risultato fu una diminuzione della popolazione e quindi della forza lavoro che portò ad una vera e propria crisi.
La peste è una malattia infettiva di origine batterica. L’unica arma per combatterla, nel XIV secolo, visto che mancavano le medicine, fu l’isolamento: le persone infette erano obbligate ad isolarsi in luoghi specifici chiamati “lazzaretti”. Il personale sanitario aveva un abbigliamento particolare: indossavano abiti lunghi, guanti e cappelli, ma soprattutto una maschera dal becco lungo che veniva riempito da erbe aromatiche, in quanto si pensava potesse proteggere dal contagio.


