Con un comunicato di giovedì 4 settembre 2025 il MIM ha reso noto l’approvazione, da parte del Consiglio dei Ministri, del decreto-legge recante la riforma dell’Esame di Stato del secondo ciclo di istruzione; il documento fa inoltre riferimento alle “misure per la valorizzazione del personale scolastico e per la sicurezza dei viaggi d’istruzione”.
Quali sono le modifiche del decreto legge?
L’esame di Stato torna ad essere “Esame di Maturità”, finalizzato a valutare la crescita complessiva delle studentesse e degli studenti, ovvero la loro autonomia e responsabilità. Non apportando modifiche alle prime due prove scritte, il focus di tale trasformazione si concentra sulla prova orale, anche a seguito di quanto accaduto nella sessione 2024/2025 che ha visto studenti maturandi contestare lo stesso esame non sottoponendosi attivamente alla terza prova d’esame (ovvero la prova orale). In attesa di una lettura diretta e completa del decreto ministeriale, si riportano alcune osservazioni in merito alla circolare, che è direttamente consultabile sul sito del MIM al seguente link.
Si evidenziano alcuni punti importanti del comunicato.
- “Chi farà volontariamente scena muta alla prova orale verrà bocciato“: ovvero, pur superando la soglia minima di 60 punti tra crediti e le due prove scritte, chi si rifiuterà di partecipare attivamente alla prova orale non avrà comunque diritto a conseguire il titolo di Maturità, poiché il colloquio non sarà valido.
- Le discipline dell’esame di Maturità passeranno da 6 a 4, riducendo anche il numero dei commissari; inoltre la circolare recita così “Il colloquio verterà sulle quattro discipline principali dei percorsi di studio… e sarà integrato da una valutazione del percorso formativo complessivo, che terrà conto anche dell’educazione civica e della Formazione Scuola Lavoro“. In merito alla denominazione Formazione Scuola Lavoro lo stesso decreto nomina così quei percorsi chiamati ASL (Alternanza Scuola-Lavoro) e PCTO (Percorsi delle Competenze Trasversali e dell’Orientamento).
- Il diploma di Maturità verrà integrato dal curriculum dello studente che “offrirà una rappresentazione organica del percorso formativo e delle esperienze significative maturate”.
- “Ulteriori risorse sono previste inoltre per la formazione dei docenti, con particolare riferimento ai commissari dell’Esame di Maturità“.
In merito ai docenti specializzati nascono alcune osservazioni: per quanto riguarda il punto 1 gli studenti con particolari condizioni, per cui è previsto un percorso C del PEI, saranno naturalmente giudicati anche all’orale secondo tutte quelle personalizzazioni contenute nel PEI e riportate sulla forma riservata del documento del 15 maggio; per quanto riguarda l’utilizzo di tutti gli strumenti compensativi e le misure dispensative, per chi ha un percorso A e B del PEI.
Punto 2: le discipline, passando da 6 a 4, semplificano le attività di preparazione all’Esame di Maturità, favorendo un approfondimento maggiore su un numero ristretto di aree disciplinari.
Per quanto riguarda il punto 3, il rilascio di un curriculum dettagliato, sarà, come la precedente certificazione delle competenze, un valido strumento per l’orientamento e l’inserimento lavorativo post-maturità, soprattutto per gli studenti che seguiranno un percorso C e che quindi non otterranno il diploma; il curriculum, se ben collegato al progetto individuale, in visione del progetto di vita, potrà fornire maggiori spunti ed elementi utili all’impiego delle allieve e degli allievi con particolari condizioni, al mondo lavorativo e sociale.
Nel punto 4 si parla di formazione dei docenti che saranno commissari all’Esame di Maturità, ma verranno attuati percorsi formativi specifici anche per i docenti specializzati che parteciperanno all’esame come docenti aggregati? Quest’ultimo punto rappresenta una delle parti più importanti per i docenti che svolgono il sostegno alle attività didattiche.
Per ulteriori osservazioni si rimanda al Decreto ed alla sua pubblicazione ufficiale.



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