Come gestire al meglio le prove equipollenti relative all’esame di maturità per le studentesse e gli studenti che seguono il percorso B del PEI.
Spesso ancora oggi, parlando del percorso B del PEI, ovvero la scelta attuata dal GLO di seguire una progettazione didattica con percorso personalizzato e prove equipollenti, si sente spesso usare la vecchia denominazione “obiettivi minimi”, si rende sempre più determinante e importante che i docenti interessati da tale condizione, che siano componenti del consiglio di classe curricolari o specializzati, abbiamo cura, soprattutto durante l’ultimo anno di corso, nell’attuare una serie di azioni ed adempimenti specifici finalizzati al massimo successo scolastico delle allieve e degli allievi.
Non si vuole entrare nello specifico significato che le vigenti normative danno alla scelta di un percorso didattico di tipo A, B o C, del PEI, o di una scelta mista, attuabile quest’ultima poiché la scelta va fatta per ogni disciplina, ma con una conseguente caratterizzazione dell’intero percorso didattico dell’allieva/o che potrà portare o non portare al conseguimento del diploma finale di Maturità. Per un approfondimento si rimanda alla tabella specifica presente nel sito. In questa sede ci si vuole concentrare sul percorso che presenta maggiore impegno, sia didattico che burocratico, poiché da diritto al conseguimento, a tutti gli effetti, del diploma di maturità, a differenza del percorso C che non porta a tale risultato, ma allo stesso tempo fornisce strumenti di supporto alle allieve e allievi interessati, ovvero strumenti compensativi e misure dispensative, ecc…
Soprattutto le prove equipollenti rappresentano, non solo una differenza rispetto al percorso A del PEI, ma anche quella parte su cui si deve prestare particolare attenzione, da parte del docente specializzato e dei curriculari, già dal primo anno di corso del secondo grado e in particolare nella classe terminale, per preparare al meglio l’ allieva/o al miglior svolgimento delle attività didattico-formative e all’esame di Maturità. Questa è una grande differenza che contraddistingue la scuola secondaria di secondo grado dai precedenti cicli di istruzione, dove non vi è una così netta distinzione tra percorsi e relativi risultati finali.
- 1 – Il percorso B e il PEI
- 2 – Differenze tra percorso A, B e C del PEI.
- 3 – Progettazione didattica per discipline e obblighi derivanti dalle scelte approvate dal GLO.
- 4- Strumenti compensativi e misure dispensative.
- 5- Le prove equipollenti.
- 6- Preparazione all'esame di Maturità e il documento del 15 maggio.
- 7- La commissione di esami e il docente specializzato.
- 8- Esempio di gestione delle prove equipollenti, in ambito di esame di Maturità, con riferimento al tema della prima prova scritta.
1 – Il percorso B e il PEI
Il percorso B del PEI si basa su una progettazione didattica personalizzata, ovvero l’ allieva/o segue le stesse progettazioni didattiche disciplinari della classe, per tutti gli ambiti, ma con specifici adattamenti che agevolino il percorso scolastico, soprattutto nella fase di verifica, dove le prove scritte in particolare, oltre a quelle orali, saranno equipollenti, salvo che, in sede di GLO si decida di seguire, per alcune materie, un percorso A, con stessi obiettivi di apprendimento e verifiche. In ogni caso, affinché il percorso B dia accesso al titolo finale, non potranno essere presenti discipline con percorso C.
Nelle discipline in cui si procederà con la scelta delle prove equipollenti sarà obbligatorio, durante l’anno di validità del PEI, seguire tale indicazione per tutte le verifiche, attuando una specifica costruzione di esse e l’ utilizzo di strumenti compensativi e misure dispensative approvate dal GLO. I docenti curricolari, insieme al docente specializzato, lavoreranno alla preparazione delle verifiche, non discostandosi dagli obiettivi generali programmati per il gruppo classe, anche in riferimento alle linee guida e alle indicazioni nazionali, oltre che allo specifico PECUP. Attenzione a non cadere nell’ errore di pensare la sola attuazione delle misure dispensative e degli strumenti compensativi, come di eventuali mere semplificazioni, dei compiti assegnati al gruppo classe, siano azioni in linea con la scelta del percorso B, poiché se di prove equipollenti di tratta, esse devono essere costruite appositamente secondo lo specifico profilo dell’ all’allieva/o e in riferimento alle quattro dimensioni riportate nel PEI.
2 – Differenze tra percorso A, B e C del PEI.
Per questo punto si riporta la tabella a seguito, al fine di dare una veloce visione delle diverse situazioni, della possibilità, anche negli anni, di passare da un percorso all’altro e soprattutto, nel caso di percorsi misti, poter avere una reale idea di ciò a cui si va incontro.
3 – Progettazione didattica per discipline e obblighi derivanti dalle scelte approvate dal GLO.
Come precedentemente riportato, il passaggio alla scuola secondaria di secondo grado, comporta scelte molto profonde e decisive, in fase di ideazione, stesura e approvazione del PEI. Le certificazioni che accompagnano la descrizione specifica della condizione di disabilità sono alla base del lavoro da attuare, ma l’ osservazione e la valutazione diretta dell’allieva/o e delle sue competenze, abilità e conoscenze pregresse, sono importantissime al fine di non procedere con azioni di etichettatura improprie e pregiudizievoli; si può ad esempio fare riferimento a quanto riporta la documentazione in merito al tipo di comma 3 della legge 104, che connota la condizione specifica di una persona.
All’ articolo 3 susseguono o il comma 1 o il comma 3, quest’ultimo indicatore di gravità, in riferimento alla specifica condizione dell’allieva/o. Ma cosa vuol dire ciò? Sicuramente non che un articolo 3 comma 1 vada automaticamente in percorso A o B e un articolo 3 comma 3 dia obbligatoriamente la porta al percorso C. Infatti bisogna tenere conto dei codici ICF, dove non presenti gli ICD e di tutte le reali documentazioni e osservazioni che portino a tracciare una corretta curva di sviluppo, atta a poter fare, dove possibile, la scelta di un percorso B, dove è presente una certificazione di comma 3 articolo 3, misto con possibilità di successive revisioni. Mai essere pregiudizievoli o affrettati nel valutare la condizione di un’allieva/o, soprattutto in ingresso alla scuola di secondo grado, poiché dalle scelte che si fanno andranno a connotare tutta la vita di una persona, con aspettative, sogni e potenzialità che in un primo momento potrebbero essere inespresse.
Scelto quindi un percorso didattico, definendo un percorso B per tutte le discipline, attenzione che non si può semplificare per ambiti disciplinari, si procederà secondo quanto segue:
a- studio delle certificazioni, osservazione diretta, anche con prove di ingresso per il primo anno e successivi, costruite al fine di verificare la reale presenza degli obiettivi acquisiti nei precedenti anni di studio. Fase di affiancamento;
b- preparazione del PEI, definizione delle quattro dimensioni, presenti ai punti relativi a “relazione, interazione e socializzazione”, “comunicazione e linguaggio”, “autonomia e orientamento” e “cognitiva, neurologica e dell’ apprendimento”. Queste aree sono molto importanti perché saranno, sia per quanto riportato in merito alla condizione rilevata che per gli obiettivi, strategie e metodologie, tra le principali linee che indirizzeranno le nostre scelte educative e formative, con ricadute dirette nella sezione del PEI inerenti le scelte didattiche per le singole discipline, ovvero punto 8 “interventi sul percorso curricolare”.
Si presentano alcuni esempi, finalizzati ad evidenziare che in ambito didattico, non avrà solo importanza la dimensione neurologica, cognitiva e dell’ apprendimento, ma anche le altre tre . Si consideri il caso di un allievo con percorso B, frequentante un ultimo anno di liceo. Si ipotizzi che tra gli obiettivi della dimensione relazione/interazione/socializzazione si abbia l’obiettivo “Esprimere opinioni personali sugli argomenti affrontati e delle informazioni ricevute”; per la dimensione comunicazione/linguaggio si abbia l’obiettivo “migliorare la comprensione di un testo”, distinguendo le informazioni principali da quelle marginali; per la dimensione autonomia/ orientamento venga riportato “pianificare lo studio delle discipline in autonomia”; infine per la dimensione cognitiva, neurologica e dell’apprendimento” si abbia l’obiettivo “formulare opinioni e giudizi in modo adeguato”.
Questi quattro obiettivi, prefissati nelle rispettive dimensioni, compartecipano ad esempio nell’individuazione di ulteriori competenze in ambiti disciplinari, come riportato al successivo punto.
c- partendo dagli obiettivi sopra indicati, si può definire il punto otto, identificando le competenze, abilità e conoscenze, da raggiungere per singole discipline.
La prima disciplina che è possibile delineare è “lingua e letteratura italiana” dove, da una sintesi degli obiettivi delle quattro dimensioni, è possibile delineare le specifiche competenze di lettura e comprensione autonoma di un testo, al fine di acquisirne il messaggio, riuscendo ad esprimere una propria idea dei temi trattati. Questo macro obiettivo, fondamentale per un percorso B, si può a sua volta collegare sia alla “produzione scritta”, ovvero i temi che alle “performance orali”, ovvero le interrogazioni e colloqui. Quanto ora detto rappresenta un importante passaggio per la successiva costruzione delle prove equipollenti e per le proposte da presentare alla commissione dell’ esame di maturità, attraverso l’allegato riservato al documento del quindici maggio; si tenga infatti presente che comunque l’allieva/o, in fase di verifica, raggiungerà tali obiettivi attraverso la somministrazione di prove equipollenti.
Per un’altra disciplina, come storia o storia dell’Arte si potrà procedere come per italiano.
Ma se si volessero attuare alcuni dei quattro obiettivi in un ambito logico/ matematico, come ad esempio la matematica?
Si lasciano invariati i primi tre obiettivi e dalla dimensione “cognitiva” si sceglie uno inerente l’ambito disciplinare specifico della matematica, ovvero “sviluppo delle capacità logico-matematiche”, anche in riferimento alle abilità di calcolo.
4- Strumenti compensativi e misure dispensative.
Individuati gli obiettivi disciplinari, stabilito che le prove saranno equipollenti e tenuto conto che l’allieva/o seguirà le progettazioni didattiche del gruppo classe, con stessi temi e contenuti generali, si deve procedere ad identificare misure e strumenti utili affinché si possa raggiungere il successo scolastico. L’allieva/o che segue il percorso B, studierà gli stessi argomenti come il resto del gruppo classe, con forme opportunamente semplificate ed adattate, approcci e metodologie idonee e quando andrà a sostenere la verifica, quest’ultima sarà costruita in base a quanto contenuto nel PEI.
Quindi, se nella dimensione cognitiva è riportato “ordinare gli eventi in sequenza cronologica” e ” potenziare la memoria a breve e a lungo termine” si procederà con l’individuazione degli specifici supporti didattici, utili al raggiungimento degli obiettivi prefissati per ogni disciplina. Si riportano alcuni esempi : strumenti compensativi , ovvero sintesi, mappe concettuali, schemi, tabelle di calcolo, audiolibri, sintesi vocale, formulari, computer, correttore ortografico, dizionario, calcolatrice ecc.; misure dispensative, ovvero dispensa dalla lettura ad alta voce, dal prendere appunti, dal copiare dalla lavagna, dallo scrivere sotto dettatura, dispensa dall’ imparare informazioni a memoria e dai tempi rigidi consegna, con eventuale riduzione del carico di studio e delle consegne.
Puntualizziamo in definitiva che gli strumenti compensativi sono tutti quei mezzi alternativi utili a svolgere una consegna o un compito, mentre le misure dispensative tolgono o riducono un carico troppo gravoso, in riferimento alla specifica condizione dell’ alunna/o.
Per un maggiore approfondimento, in merito agli strumenti compensativi e alle misure dispensative, si rimanda alla specifica tabella.
5- Le prove equipollenti.
Conclusa la stesura del PEI, stabilite le reali esigenze educative e formative dell’allieva/o in relazione alle quattro dimensioni e con esse anche gli obiettivi educativi generali, nel punto otto si è indicato di assegnare a tutte le discipline un percorso di tipo B, con eventuali eccezioni per alcune di tipi A, si è previsto quindi che l’ allieva/o seguirà le stesse tematiche del gruppo classe e infine quali saranno le misure dispensative e gli strumenti compensativi da adottare. Ma tutto questo non è sufficiente a rendere operativa l’azione didattica dei docenti, relativa al percorso B, poiché è necessario che vengano effettuate le specifiche prove equipollenti, affinché si riesca ad ottenere il reale successo didattico della ragazza o ragazzo.
Si torna infatti a specificare che la prova equipollente non è la stessa prova del gruppo classe, semplificata o ridotta nelle consegne e nemmeno una misura o uno strumento compensativo, come un tempo di esecuzione maggiore o l’ uso della calcolatrice, o una misura dispensativa come la non lettura ad alta voce. La prova equipollente è una prova che partendo dagli stessi presupposti e tematiche programmate per il gruppo classe, va costruita sulle reali esigenze, competenze e condizione dell’allieva/o. Un esempio si può costruire, per l’ambito disciplinare di Italiano, al fine di proporre una traccia per un tema di attualità, in particolare di tipologia C, ovvero nella forma argomentativa. Questo tipo di tema, infatti, può portare l’allieva/o al ragionamento personale, in riferimento ai punti e obiettivi riportati precedentemente nel punto 3 di tale articolo. Quindi prendiamo ad esempio una traccia ministeriale, considerato che il presente percorso di riflessione e ricerca è anche finalizzato alla preparazione e allo svolgimento delle prove relative all’ esame di Maturità.
ESAME DI MATURITÀ PROVA DI ITALIANO
Si prenda ad esempio la traccia C2 del 2026:
PROPOSTA C2
Testo tratto da: Mario Calabresi, Alzarsi all’alba, Mondadori, Milano, 2025, pp. 10 -11. «Con lei [si riferisce alla nonna] ho parlato molto di come il Novecento fosse stato il secolo della liberazione da fatiche antiche e terribili… Restava però un’idea diversa della fatica, intesa come dedizione, costanza, pazienza, tenacia. La convinzione che non ci sono scorciatoie e che, se ci sono, sono un inganno. Poi, negli anni, ho visto la fatica passare di moda. I genitori augurarsi che i figli ne fossero liberati o vaccinati, come qualcosa da evitare, da rifuggire ogni volta che fosse possibile. Ho visto la parola «fatica» assumere un significato solo negativo e scomparire dal vocabolario quotidiano. Tanto da chiedermi se ci sia mai stato davvero un tempo in cui era interpretata in modo positivo. […] Si è fatta strada l’idea che sia possibile raggiungere risultati, conquistare traguardi, compiere imprese senza fare fatica. Non è mai stato chiaro come fosse possibile, ma l’illusione ha preso piede ed è stata abbondantemente coltivata. Nonostante questa utopia, molta gente che non può permettersi di affrancarsi continua a viverla, la fatica. Ad alzarsi all’alba, a fare lavori ripetitivi e sfinenti, a non avere orari, a prendersi cura di un pezzo di mondo senza sosta. Silenziosamente, pensando di stare dalla parte sbagliata della storia. Non solo affaticati, ma anche incompresi.»
Traendo spunto dalle tue esperienze, dalle tue conoscenze e dalle tue letture, rifletti sull’idea di ‘fatica’ che emerge dal brano riportato ed esponi le tue considerazioni. Puoi articolare il tuo elaborato in paragrafi opportunamente titolati e presentarlo con un titolo complessivo che ne esprima sinteticamente il contenuto.
Questo è il tema proposto al gruppo classe e ogni allieva e allievo procederà solitamente, dopo un’attenta lettura ed analisi del testo e della consegna richiesta, quanto successivamente riportato, in piena autonomia:
a- partendo dagli spunti assegnati, si introduce l’argomento;
b- attraverso periodi chiari si costruiscono blocchi logici che affrontino esempi rapportati a fatti storici o di attualità, inerenti il tema trattato e che servano a supportare la tesi personale dell’ allieva/o, che troverà compimento nelle conclusioni finali dell’ elaborato;
c- si definisce una conclusione logica dell’elaborato, sulla base degli esempi riportati, dei fenomeni culturali, storici e sociali analizzati, con una particolare centralità del pensiero critico personale dell’allieva/o. Questo viene fatto, come detto precedentemente, in autonomia dal gruppo classe.
ESAME DI MATURITÀ PROVA DI ITALIANO – PROVA EQUIPOLLENTE PER PERCORSO B DEL PEI.
Ma se la nostra allieva o allievo ha una progettazione con percorso di tipo B, tutto questo deve entrare a fare parte, in modo chiaro e strutturato, della stessa consegna, attraverso alla formulazione di una prova equipollente che né guidi lo svolgimento.
Ecco ora un esempio che parte dalla prova ministeriale sopra citata:
Tipologia C – Testo di attualità.
Tema: la fatica.
1- La fatica è:
– qualcosa di totalmente negativo e inutile;
– parte di un percorso che ci porta a raggiungere i nostri obiettivi in modo corretto e duraturo;
– qualcos’altro.
Scegli uno dei tre pensieri e motivazioni la tua scelta.
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2- Secondo te chi ti ha preceduto, ovvero i tuoi nonni o i tuoi genitori, hanno faticato molto più di te, per conquistare il loro benessere e migliorare anche la tua vita?
Scrivi cosa pensi.
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3- Le nuove generazioni sono disponibili ad affrontare la fatica, al fine di raggiungere i propri obiettivi o per il bene comune?
Scrivi cosa pensi.
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4- Quali sono le tue esperienze personali in merito alla fatica che ogni giorno si fa, per raggiungere un obiettivo o per migliorare la propria vita e quella degli altri?
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5- Partendo dalle risposte e dai pensieri che hai precedente riportato, scrivi un testo unitario e scorrevole, di almeno venti righe.
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L’ allieva/o svolgerà un elaborato in linea con la consegna del gruppo classe, ma seguendo il percorso logico e per tappe successive della consegna della prova equipollente proposta e sarà guidato e facilitato nell’ esecuzione del compito dato. Se poi si vorrà dare la possibilità, all’ allieva/o, di utilizzare vocabolario, nell’usufruire di tempi maggiori di svolgimento, o altra condizione compensativa o dispensativa, questo sarà a vantaggio dell’ attuazione della prova equipollente.
6- Preparazione all’esame di Maturità e il documento del 15 maggio.
In occasione della preparazione e ratifica del documento del 15 maggio, con cui il consiglio di classe presenta le allieve e allievi alla commissione dell’ esame di Maturità, in particolare ai commissari esterni e al presidente, viene chiesto a tutti i docenti specializzati di preparare un allegato riservato che non potrà essere pubblicato ufficialmente, perché finalizzato a descrivere la specifica condizione dell’allieva/o e a indicare le modalità di svolgimento delle specifiche prove.
Se il PEI ha permesso, durante l’anno scolastico, a somministrare all’allieva/o prove equipollenti, in fase di esame si dovrà procedere allo stesso modo, allegando al documento sopra citato anche le tracce delle prove svolte nel corso dell’anno, soprattutto in riferimento alle simulazioni. Il documento riservato, normalmente denominato “Allegato al documento del 15 maggio, relazione di presentazione dello studente”, predisposto dal docente specializzato, ma stilato da tutto il c.d.c per le specifiche parti di competenza di ogni membro, solitamente è composto delle seguenti parti:
a- informazioni generali dello studente;
b- richiesta presenza di assistenza, dove ad esempio va specificata la proposta di aggregare alla commissione il docente di sostegno, o altre figure utili al supporto che a seguire sarà valutata del presidente;
c- presentazione dello studente, in cui si specifica il percorso svolto, nello specifico del caso studiato B, tipo di prove e l’ eventuale rilascio del diploma. In questa parte del documento rientrano molti punti che non saranno analizzati in questa sede;
d- obiettivi di competenze raggiunte;
c- metodologie didattiche e strumenti, fondamentale per indirizzare la commissione nello svolgimento delle prove;
d- attività extracurricolari, punto divenuto importante per la valutazione complessiva del colloquio orale, anche a seguito della riforma del 2026;
e- verifiche e valutazioni dell’ anno in corso, punto importante per presentare alla commissione i metodi e le modalità con cui è stato svolto il lavoro di verifica e valutazione, al fine di indirizzare anche le attività relative all’ esame;
f- attività FSL ex PCTO, anch’esse parte fondamentale del colloquio orale;
g- attività curriculari ed extracurricolari dell’ ultimo triennio, compresi cittadinanza ed educazione civica;
h- modalità di formulazione e di realizzazione dell’ esame di Maturità, dove si dovrà specificare, nel caso di percorsi B, che l’ esame è finalizzato al rilascio dello specifico titolo di studio, tramite prove ministeriali o equipollenti, di veda lo specifico PEI;
i- indicazioni per le prove degli esami di Maturità, punto importantissimo che deve essere compilato con grande attenzione, è infatti qui che si danno gli indirizzi che, a norma di legge, serviranno alla commissione per la presentazione e gestione dell’ esame dell’allieva/o. Vanno infatti specificate, in base al percorso attuato in riferimento al PEI, quali siano state le tipologie di prove somministrate all’allieva/o, la cadenza, le modalità di esecuzione, i tempi di svolgimento ed eventuali misure dispensative e strumenti compensativi, in riferimento alle simulazioni attuate durante l’anno scolastico. Sempre in questi punti, in una specifica tabella e in forma discorsiva, si riportano, in base a quanto sopra citato, le indicazioni per lo svolgimento delle prove dell’ esame di Maturità.
Tutte queste informazioni vengono supportate e motivate dagli allegati al documento, ovvero le copie delle tipologie di prove e simulazioni, assegnate durante l’anno scolastico all’allieva/o. Sempre negli allegati, a definizione del profilo dell’allieva/o, si troverà copia del PEI definitivo; sia l’ allegato al documento del quindici maggio che il PEI, riporteranno rispettivamente il primo tette le firme dei componenti del consiglio di classe, il secondo di tutti i componenti del GLO; infatti, anche se è cura del docente specializzato la preparazione e definzione di tali documenti, essi rimangono sempre un’elaborazione complessiva e collaborativa a carico di tutti i partecipanti ai rispettivi gruppi, di consiglio e di lavoro.
7- La commissione di esami e il docente specializzato.
Una volta concluso l’anno scolastico e ottenuta, da parte della studentessa/e l’ ammissione all’esame di Maturità, il primo giorno di insediamento della commissione, il presidente in base al documento del quindici maggio e agli allegati riservati, decide se accettare la proposta di aggregare il docente specializzato alla commissione, al fine di dare quel dovuto supporto morale all’ allieva/o che presenta un PEI. Viene quindi convocato il docente specializzato che darà supporto morale e motivazionale all’allieva/o e tecnico alla commissione, soprattutto per la giusta formulazione delle prove equipollenti.
8- Esempio di gestione delle prove equipollenti, in ambito di esame di Maturità, con riferimento al tema della prima prova scritta.
Il docente specializzato sarà presente all’inizio e durante lo svolgimento, della prima e della seconda prova, oltre che ad eventuale altra prova relativa allo specifico corso di studi e al colloquio orale dell’ allieva/o a lui dato in cura. All’ apertura del plico telematico, relativo alla prima prova scritta di italiano, la commissione, con il supporto del docente specializzato, valuta se la consegna è attuabile dall’ allieva/o o se si deve procedere con prova equipollente; questa’ ultima da produrre in seduta tempestivamente e prima di dare inizio alla prova dell’intero gruppo classe.


