Quali sono le differenze tra i termini “competenze”, “conoscenze” ed “abilità” in ambito didattico.
Il tema che si vuole trattare in questa pagina potrebbe sembrare alquanto strano, poiché quando, oramai da anni, si parla di “Scuola delle competenze”, “progettazione didattica per competenze”, “competenze di cittadinanza”, “competenze europee” e “certificazione delle competenze”, sembra ovvio che i tre termini, riportati nel titolo, debbano definitivamente essere chiari a tutti, nelle loro specifiche e contraddistinte nature correlate. Ma per evitare errori e soprattutto per avere un uso linguistico e pratico comune, appunto dei termini conoscenze, capacità e competenze, si è deciso di aprire questo momento di analisi e riflessione.
Per prima cosa si vedano le descrizioni che danno i principali vocabolari e dizionari, come spunti per la comprensione dei termini presi in esame:

Di seguito le norme del MIM, in merito ai temi trattati:
1-Decreto Ministero della Pubblica Istruzione n. 139 del 22/08/2007, definisce a livello normativo, attraverso gli assi culturali, le competenze previste per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione, con abilità/capacità e conoscenze. Nota- si evidenzia, già da questo documento, che le competenze, le capacità o abilità e le conoscenze sono elementi della formazione, correlati tra loro, ma con diversa specifica natura.

Differenza tra competenza ed abilità-capacità
Come si evince dalla precedente tabella, “l’obiettivo educativo e formativo finale” che nella progettazione didattica rappresenta il punto di partenza, è la competenza, ovvero ciò che ci si aspetta sappia svolgere ed attuare, con perizia, autonomia e preparazione, il futuro cittadino. Non si progetta in base a singole azioni o compiti, poiché essi sarebbero “frazioni del fare”, ovvero si configurerebbero come abilità e quindi “capacità di agire” nel compiere una specifica azione e non risolvendo l’intero problema. Essere “abili nell’uso della videoscrittura” non vuol dire “comunicare in modo efficace in contesti economici di natura digitale”, poiché per fare questo si deve anche saper “riconoscere il contesto specifico”, “utilizzare il linguaggio economico specifico” e “utilizzare strumenti digitali”. ECCO la differenza tra Competenza e abilità-capacità. Ma anche le capacità sono correlate a qualcos’altro, senza le quali non possono essere attuate, ovvero le conoscenze. Quindi per sviluppare la capacità di “utilizzare il linguaggio economico specifico”, si dovrà “conoscere il vocabolario specifico dell’economia (lessico)” e “conoscere la sintassi specifica”.
Nello schema che segue vengono riassunte le varie fasi, secondo l’andamento di un’ipotetica progettazione preventiva.

Si può notare che la tabella mostra chiaramente l’importanza della progettazione didattica, chiara e preventiva, al fine di poter attuare una formazione decisa ed efficace, attraverso la suddivisione (task analysis) del processo completo, rappresentato dalla competenza da raggiungere, in fasi semplici e consecutive, raffigurato dal conseguimento delle conoscenze e lo sviluppo delle capacità-abilità. In successivi elaborati vedremo come si può passare da questa fase di progettazione preventiva a quella esecutivo-operativa in aula.
Tornando al tema principale, ovvero le competenze e la loro certificazione, si esamina il Decreto Ministeriale n. 14 del 30 gennaio 2024..
2- Decreto Ministeriale n. 14 del 30 gennaio 2024.
Il decreto n. 14/2024, modifica e integra il 139/2007, con lo “Schema di decreto di adozione dei modelli di certificazione delle competenze”; lo schema specifica al punto 4 art.1 “… i modelli di certificazione delle competenze vigenti sono raccordati e hanno tutti come base comune di riferimento le competenze chiave per l’apprendimento permanente di cui alla Raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea del 2018, mentre si differenziano, necessariamente, nella descrizione analitica delle competenze…”, le quali sono: competenza alfabetica funzionale; competenza multilinguistica; competenza matematica e scientifica; competenza digitale; competenza personale e sociale; competenza di cittadinanza; competenza imprenditoriale; competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali. In riferimento a quanto sino ad ora detto, si riporta integralmente il modello di certificazione delle competenze, al termine dell’obbligo di istruzione che deve essere redatto dal Consiglio di Classe in sede dello scrutinio finale, del secondo anno, ovvero, su richiesta in caso di riorientamento, alla fine del primo anno ( tutto sempre riportato sull’E-Portfolio orientativo personale delle competenze).
Di seguito si riporta uno schema di competenze, elaborato sulla base dell’allegato C al D.M. 14/2024. Nel documento originale le competenze sono riportate a pagina 2 e pagina 3 ma, per facilitare la loro analisi, vengono riportati in unico schema.
Di seguito una spiegazione più dettagliata del documento di cui sopra.
Valutazione e certificazione delle competenze, anche in caso di alunna/o per cui è stato redatto il PEI.
La valutazione delle competenze, viene effettuata con riferimento a “quattro livelli di padronanza, ovvero Iniziale, Base, Intermedio, Avanzato, il cui significato è brevemente descritto nel modello”. Nel caso in cui viene redatto il PEI, soprattutto per il percorso C, bisognerà sempre seguire lo schema delle competenze, per aree generali e per loro declinazione ma, soprattutto rispetto a queste ultime, il documento di certificazione dovrà essere completato con integrazione di una “nota esplicativa che rapporti il significato degli enunciati relativi alle competenze agli obiettivi specifici del piano educativo individualizzato”.
Competenze nel caso di percorso C del PEI.
Per specificare, nel caso di percorso C del PEI, come vengono declinate le competenze, in riferimento a quanto riportato nel modello ministeriale, si deve sempre considerare che esse devono riferirsi a quanto contenuto nel PEI:


